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Fino alle ultime nazionali, il duo Grillo-Casaleggio le ha indovinate tutte. Lotta alla casta, tagli ai costi della politica, tutti a casa, partecipazione della base,reddito di cittadinanza, nessuna alleanza coi partiti, PD = PD-L, trasparenza, abile utilizzo della rete unito alla efficace campagna elettorale sul territorio. Grazie a tutto ciò gli italiani hanno voluto dare la fiducia al M5S facendo convergere su di esso il loro voto prettamente di protesta.

Ma una volta entrati nell’agone della politica nazionale, di fronte alla forte pressione mediatica riversatasi sul M5S e sui suoi eletti inesperti e non organizzati, sono stati fatti alcuni errori da parte del duo Grillo-Casaleggio che sicuramente hanno pesato sulle ultime amministrative nelle quali il M5S non è riuscito ad assorbire gran parte dell’astensionismo verificatosi, finendo esso stesso in parte ad alimentare questa forte astensione.

A questi poi vanno aggiunti anche gli errori commessi nella fase preliminare all’entrata in Parlamento e che iniziano ad emergere nettamente ora di fronte al verificarsi delle fuoriuscite dal gruppo parlamentare verso il gruppo misto.

Di seguito alcuni errori commessi partendo dall’ultimo in ordine cronologico:

1)      QUESTIONE REPORT-GABANELLI

Alla puntata di Report, che ha anticipato le amministrative e durante la quale sono state poste alcune domande a Grillo-Casaleggio circa la trasparenza dei costi/ricavi del blog di Grillo e i bilanci della Casaleggio Associati, non è stato risposto nei modi giusti atti a minimizzarne gli effetti negativi che ha creato verso il M5S.

Sapendo bene la forza mediatica che il programma Report ha sul suo pubblico televisivo, che in gran parte è un pubblico votante del M5S, sapendo che la responsabile del programma è stata la candidata a presidente della repubblica più votata dal M5S e conoscendo la forza del programma  capace di arrivare anche a mettere in crisi un partito fino addirittura a farlo implodere su se stesso come avvenuto per l’IDV, la risposta alle domande poste doveva essere rapida, chiara e immediata. Cosa che non è avvenuta al meglio alimentando così le polemiche, facendo credere che il M5S e Grillo sono contro la Gabanelli e dando spazio agli interventi erroneamente pesanti di alcuni simpatizzanti del M5S sia verso Report che verso la Gabanelli.
Le risposte sono si arrivate, ma in ritardo e accompagnate da un pizzico di polemica da parte di Grillo che poteva essere evitata.
Per esempio perché Casaleggio ha rifiutato l’intervista richiesta da Report? Non era meglio rilasciarla ben sapendo di non aver niente da nascondere?
E Grillo perché non ha pubblicato subito l’elenco dei donatori con relativi nomi e cognomi almeno dei donatari che avessero dato il consenso alla pubblicazione? E perché non pubblicare i dati dei costi/ricavi del blog?

Perché dare appigli agli organi di informazione per attaccare, denigrare, inquinare la fiducia dei simpatizzanti/votanti del M5S ?

2)      QUESTIONE DIARIA

La questione Diaria dei nostri eletti in parlamento ha occupato le pagine dei giornali e delle televisioni per giorni e giorni come se i problemi e le priorità dell’Italia e del M5S ruotassero intorno a questa tematica. Inoltre gli organi di informazione sono così riusciti a far credere agli italiani che gli eletti del M5S in parlamento si occupassero solo di questo non facendo niente altro, cosa assolutamente falsa.
Ma l’errore iniziale che ha messo in moto tutto questo meccanismo mediatico lo ha fatto il duo Grillo-Casaleggio. Infatti bastava che nelle regole del codice di comportamento fosse scritto che ogni spesa sostenuta doveva essere rendicontata e che ogni extra stipendio/rimborso/diaria non documentato doveva essere restituito allo stato.

In questo modo non sarebbe mai sorta alcuna polemica e non sarebbe stato dato alcun appiglio a qualche eletto del M5S furbetto che ha pensato o creduto di approfittare di questa mancanza di chiarezza (anche se logica cinquestellata avrebbe voluto che gli eletti non avrebbero dovuto aver  bisogno di tale precisazione nel codice di comportamento per comportarsi di conseguenza) per lucrare un qualcosa di più di quano previsto.
In pratica da essere un punto di forza del M5S, da utilizzare contro la casta politica, gli si è girato contro facendo così apparire il M5S come un partito qualsiasi nel quale non appena si parla di soldi si mette da parte la coerenza e l’umiltà dichiarata inizialmente a parole iniziando a derogare a quanto promesso.

3)      MESSAGGIO DEI TAGLI ALLA POLITICA NON SUFFICIENTEMENTE CHIARO

In un momento difficile come quello che stiamo passando, dove centinaia di persone ogni giorno perdono il lavoro e dove molte aziende ogni giorno chiudono, andava spiegato bene agli italiani l’importanza di portare avanti iniziative tese a tagliare fortemente i costi della politica senza che questo passasse come una mancanza di idee e proposte su tutto il resto delle problematiche del paese, lavoro in primis.

Andava spiegato che tagliarsi compensi e privilegi era per il M5S il primo atto fondamentale per dimostrare ai cittadini che il M5S a differenza dei partiti non si limita a parlare ma che prima di parlare agisce su se stesso. Che tagliarsi in modo netto gli stipendi voleva dire agli italiani che i parlamentari del M5S sono dei cittadini come loro, che devono affrontare giornalmente le difficoltà che un italiano medio deve affrontare e che quindi essendo i politici che meglio di tutti capiscono le problematiche dell’italiano medio sono anche quelli che sulla carta hanno le motivazioni maggiori e le soluzioni migliori per cercare di risolvere i loro problemi. Che non si possono chiedere sacrifici agli italiani se i primi a farli non sono i politici stessi.
E andava specificato bene inoltre che con questi tagli non si pensava assolutamente di risolvere tutti i problemi degli italiani, ma che comunque era necessario iniziare da qui.

Invece di tutto questo non è passato niente e il messaggio che è passato è duplice e cioè che i tagli proposti e attuati non risolvono i problemi degli italiani vista la loro esiguità rispetto al debito pubblico e che con queste battaglie il M5S cerca semplicemente di nascondere le proprie mancanze e debolezze sulle tematiche economiche che affliggono il nostro paese.
In definitiva il duo Grillo-Casaleggio ha sbagliato nel non utilizzare il blog, la comunicazione dei gruppi parlamentari e i parlamentari stessi per far passare chiaramente questo messaggio.

4)      QUESTIONE PIATTAFORMA NAZIONALE

Il non aver approntato la famosa piattaforma nazionale prima delle elezioni nazionali ha fatto sì che i nostri eletti siano dovuti entrare in parlamento senza aver preparato alcuna proposta di legge condivisa in rete rafforzando le motivazioni di chi accusava il M5S di essere solo protesta e non avere niente da proporre di concreto. Così è stato facile per i detrattori del M5S concentrare l’attenzione sui Mastrangeli della situazione, sulle presunte diatribe interne, sui mal di pancia di alcuni eletti, sugli sbagli dei nostri portavoce, sulle polemiche relative alle dirette e alla diaria.
Se il M5S si fosse presentato con una piattaforma di proposte già pronte, avrebbe spazzato via la campagna denigratoria tesa a far credere che gli eletti del M5S sono dei cretinetti senza alcuna capacità e competenza capaci solo di criticare senza proporre niente e quindi inutili all’interno del Parlamento.

5)      QUESTIONE COMUNICAZIONE

Il non aver previsto già fin dall’inizio un gruppo comunicazione preparato a parare i colpi che era ampiamente prevedibile avrebbero tirato agli eletti del M5S soprattutto nei primi mesi del loro mandato quando si sapeva che si sarebbero trovati ad essere particolarmente scoperti e indifesi, per via della naturale fase di confusione iniziale, spaesamento,mancanza di abitudine all’attenzione mediatica e mancanza di competenze in tema di comunicazione, è stato un grave errore.

Sarebbe stato fondamentale in questa fase avere 2-3 persone esperte di comunicazione che avessero fatto da filtro iniziale fra gli eletti e la stampa. In questo modo sarebbero state evitate alcune dichiarazioni sbagliate che sono state subito prese al balzo per ridicolizzare alcuni eletti e quindi l’intero gruppo parlamentare del M5S agli occhi dei cittadini italiani.

E importante è anche il modo in cui la comunicazione è stata fatta. Una delle critiche maggiori che è stata rivolta alla comunicazione del M5S è che i toni sono stati spesso intesi come poco umili, troppo rancorosi, troppo vittimistici, sia da parte di Grillo che degli eletti. In campagna elettorale magari toni di questo tipo possono portare dei vantaggi ma poi quando la campagna elettorale finisce bisogna cambiare toni puntando sull’umiltà, sul far parlare i fatti, sul ribattere in modo puntuale e circostanziato alle critiche ricevute e se è il caso preferire il silenzio invece che parlare a tutti i costi lasciando parlare solo chi è incaricato di parlare per tutto il gruppo.

6) SELEZIONE DEI CANDIDATI

Per evitare il rischio che si candidassero persone che avessero l’unico intento di cavalcare il cavallo vincente per avere una possibilità di essere eletti e quindi beneficiare dello status di politico, è stato scelto di dare la possibilità di candidarsi solo a coloro i quali fossero iscritti al M5S entro una certa data e che si fossero gia candidati in precedenza in qualche elezione o amministrativa o regionale con il M5S.
Queste regole si sono rivelate insufficienti perchè, visto il successo clamoroso alle nazionali che ha comportato l’elezione di un numero di candidati imprevisto, sono stati eletti molti candidati che non erano caratterizzati da un attivismo nel M5S significativo e valido che ne certificasse la fiducia a votarli.
Quindi ora in parlamento troviamo una serie di persone che non avendo un passato significativo nel M5s non ne comprendono fino in fondo la missione che si è dato e cioè il voler spazzare via la casta politica italiana con la quale è quindi impensabile qualsiasi tipo di collaborazione a governare almeno fino a quando non decide di rifondarsi completamente, voler riportare la politica ad essere un qualcosa che viene svolto al servizio esclusivo dei cittadini per conto dei quali il politico deve assumere un ruolo di portavoce delle loro istanze e volontà,  ripensare il senso del fare politica come lo svolgere un servizio civile a favore della collettività per un breve periodo della propria vita caratterizzato da una remunerazione normale e dal non beneficiare di alcun privilegio in più rispetto ad un cittadino normale.
Era quindi necessario procedere preliminarmente ad una sorta di preselezione a livello locale che filtrasse candidati che avessero ben chiare queste consapevolezze.

7) QUESTIONE GRUPPO MISTO

Grillo durante tutta la campagna elettorale ha sempre avvertito che anche il M5S sarebbe stato caratterizzato dal fenomeno dello scilipolitismo. Proprio per questo, avendolo previsto, bisognava fare di tutto per ridurne al massimo il suo verificarsi. E quindi andava introdotto un punto specifico nel codice di comportamento firmato dai candidati per cui fosse stabilito l’impegno a non andare mai nel gruppo misto sia nel caso di espulsione dal gruppo parlamentare del M5S decisa dalla votazione online degli iscritti sia nel caso di decisione dell’eletto di voler uscire dal gruppo parlamentare del M5S.
In questo modo un eletto ci avrebbe pensato molto di più prima di prendere una decisione di uscita dal gruppo parlamentare perchè avrebbe voluto dire abbandonare il parlamento oppure nel caso di passaggio nel gruppo misto, rischiare uno sputtanamento pubblico per il non aver rispettato un impegno preso.

 

Niente di tragico, tutti commettono errori soprattutto quando si trovano a dover affrontare situazioni nuove e difficili. L’importante è imparare dagli errori commessi e migliorarsi. Anche perché fare meglio di quello che finora hanno fatto i partiti ci vuole veramente poco

casaleggio-grillo

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One thought on “I PRIMI ERRORI DEL DUO GRILLO – CASALEGGIO

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