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In campagna elettorale da parte dei partiti si erge sempre un’unica e uguale voce: il finanziamento pubblico ai partiti va abolito. Questo perchè sanno che i cittadini votanti sono molto sensibili all’argomento soprattutto in un periodo di crisi come questo durante il quale vorrebbero vedere far fare sacrifici anche da parte di chi prende continue misure che impongono sacrifici a loro stessi.

Ma una volta che finisce la campagna elettorale e i giochi sono fatti ecco che rispuntano fuori i ma e i però con i quali i partiti sconfessano completamente le promesse fatte precedentemente. Ma senza soldi pubblici i partiti muoiono a scapito della democrazia, ma senza soldi pubblici solo i ricchi possono fare politica, ma il finanziamento pubblico è presente in tutti i paesi più sviluppati, ma chiedere l’abolizione del finanziamento pubblico è da populisti. Insomma siamo di fronte all’ennesima supercazzola sparata dai partiti che considerano gli italiani dei perenni stupidi.

Ma finalmente ora c’è una forza politica che con la sua presenza e soprattutto con il suo agire sta mettendo a nudo una per una le supercazzole dei partiti e che quindi sta aprendo la mente agli italiani che sono da sempre ammalati di troppa delega verso di essi. Stiamo parlando del Movimento 5 stelle, che sta dimostrando che tutti questi ma e però sono solamente strumentali e falsi. Infatti il M5S oltre che promettere in campagna elettorale di essere contrario al finanziamento pubblico mantiene la promessa rinunciando ad esso ( per ben 42 milioni di euro ) nel momento in cui questo viene attribuito ai partiti. E stiamo parlando di un movimento politico che senza soldi pubblici alle ultime elezioni nazionali è risultato (senza i voti degli italiani all’estero) essere stato quello più votato dal 25.5% degli italiani. Un movimento dove i ricchi sono praticamente assenti mentre sono rappresentate le categorie più varie dagli operai ai disoccupati alle casalinghe. E a chi si preoccupa della morte dei partiti che andrebbe a scapito della democrazia bisognerebbe chiedergli se non sono altrettanto preoccupati della morte della democrazia quando si fanno dei referendum il cui esito non viene rispettato dai partiti.

E’ importante comunque chiarire una cosa. Il M5S non stà mettendo in discussione il fatto che la democrazia ha dei costi che è giusto che lo stato debba finanziare. Quello che dice è che i soldi atti ad assicurare lo svolgimento dell’attività politica ci sono gia e sono più che sufficienti per cui non è necessario anche il finanziamento pubblico ai partiti.

Dobbiamo distinguere lo svolgimento dell’attività politica daIla struttura partito. Infatti se da una parte si riconosce che sono necessari i soldi per pagare i politici e la loro attività (compenso + diaria + soldi per i collaboratori ) e per sostenere la loro attività politica (tramite i budget a disposizione dei gruppi consiliari e parlamentari), allo stesso tempo si ritiene che non siano assolutamente necessari soldi pubblici per sovvenzionare l’attività dei partiti (pagamento sedi, personale,materiale propagandistico,attività sul territorio) i cui costi dovrebbero essere eventualmente sostenuti tramite donazioni private, rigidamente regolamentate, fatte dai cittadini.

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