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Si è molto discusso circa il confronto in diretta streaming fra Matteo Renzi/PD e Beppe Grillo/M5S e ampio è stato il dibattito su chi ne sia uscito meglio, sull’atteggiamento di scarso ascolto di Grillo, sullo strano atteggiamento dimesso di Renzi, sul fatto che il M5S abbia perso una occasione di confronto con il PD.

Si è arrivati al confronto dopo che un sondaggio lanciato fra gli iscritti del M5S ha stabilito per il 50.5% dei votanti che bisognava andare al confronto contro il 49.5% per il quale invece il confronto era solo tempo perso. Quindi Grillo ha rispettato la volontà della strettissima maggioranza formatasi nel voto nonostante fosse contrario lui stesso al confronto.

E gia qui appare un po’ ridicola l’accusa che è stata fatta a Grillo di aver tradito la volontà degli iscritti non essendosi aperto ad un confronto vero con Renzi limitandosi fondamentalmente a rinfacciargli il suo non essere credibile. Infatti la votazione ha determinato una spaccatura nettamente a metà dei votanti per cui qualunque decisione e atteggiamento fossero stati presi da Grillo una metà dei votanti sarebbe stata delusa dalla scelta fatta. Quindi semmai la scelta di andare all’incontro senza aprirsi però ad un confronto vero limitandosi a respingere le promesse di Renzi e denunciando la totale sfiducia ad esse, è stata ottimale avendo così soddisfatto entrambe le due equivalenti fazioni emerse dal voto sia quella che chiedeva di andare all’incontro sia quella che dichiarava la totale sfiducia verso il nuovo candidato a presidente del consiglio.

Le critiche che si possono fare all’approccio tenuto da Grillo nel confronto con Renzi  sono principalmente due:
la prima che in parte si è persa l’occasione data dalla grande attenzione mediatica dell’evento e quindi l’alto eco dato ad esso dai mezzi di informazione, per rendere ancora maggiormente conosciute ai cittadini italiani quali sono le proposte programmatiche del M5S, tutt altro che disfattiste ma semmai costruttive e condivisibili, ed evidenziare la loro netta lontananza da quelle dei partiti PD in primis.
la seconda che si è data l’impressione di una chiusura totale verso Renzi usando parole e definizioni che seppur dette senza alcun intento antidemocratico (nessuno ha tappato la bocca a Renzi né gli ha imposto alcunché che lui non abbia accettato di sua spontanea volontà magari appositamente accettate per dimostrare la presunta antidemocraticità del suo interlocutore e quindi di conseguenza di tutto il M5S) sono state prese al balzo per tacciare di antidemocraticità il M5S e i suoi rappresentanti.

Quindi se da un lato è stato giusto sbattere in faccia a Renzi la totale sfiducia in lui e in quello che rappresenta, dall’altro lato gli andavano sbattute in faccia tutte le proposte fatte in questi mesi dal M5S in parlamento e regolarmente respinte dal partito di Renzi, senza potergli far dire che ciò era avvenuto in un modo antidemocratico.

Ecco come sarebbe stato perfetto l’intervento di Grillo:

RENZI: vi ringrazio per aver accettato l’invito e per essere qui ad ascoltare i nostri intenti e le nostre proposte. Noi vorremmo …..

GRILLO: la interrompo subito per dirle che se vuole che questo colloquio abbia un senso, visto che lei sta convocando tutte le parti politiche presenti in parlamento per illustrare i vostri intenti e quindi ottenere la loro fiducia in parlamento, occorre che prima lei ascolti cosa noi chiediamo ad un qualsiasi governo affinchè questo ottenga almeno un’apertura di fiducia da parte nostra nei suoi confronti . Quindi mi dia 10 minuti affinchè io possa spiegarle cosa noi ci aspettiamo da un governo che sia a 5 stelle.

Innanzitutto ribadiamo la nostra totale sfiducia verso di lei e verso ciò che rappresenta, cioè banche, lobby, famiglie imprenditoriali ben note come quella di De Benedetti e massonerie varie. Sfiducia che è aumentata ancora di più durante questi 10 mesi di governo Letta durante i quali, in pieno accordo con il partito del condannato Berlusconi per frode fiscale, avete sempre bocciato le nostre proposte onde per cui non capiamo come mai da ora in poi invece dovreste sostenerle.

Sfiducia che è aumentata anche nei suoi confronti viste le numerose balle che lei ha detto in questi mesi: che non avrebbe interrotto il suo mandato di sindaco anticipatamente, che non avrebbe mai tradito Letta, che non avrebbe mai accettato il ruolo di presidente del consiglio senza prima passare da una votazione elettorale, che avrebbe chiesto la testa della Calcellieri, che non avrebbe mai fatto un governo di larghe intese, che era per la piena abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e a favore di soli donazioni private.

Detto questo noi chiediamo le seguenti cose al suo governo:

Immediata rinuncia del finanziamento pubblico ai partiti da subito

Dimezzamento dei compensi di tutti i parlamentari e dei fondi ai gruppi parlamentari

Immediata introduzione del reddito di cittadinanza per chi non lavora o ha perso il lavoro

Abolizione dell’IRAP per le piccole e medie imprese

Uscita del nostro esercito da qualsiasi zona di guerra

Stop alla realizzazione della TAV e all’acquisto degli F35

Impegno a metter fine all’introduzione del fiscal compact

………………………………………………………………………………………….

Se il suo governo si prenderà cura di far rientrare queste nostre proposte nel suo programma di governo sappia che il M5S darà il suo pieno appoggio in parlamento affinchè vengano realizzate.
Ma non ci chieda una fiducia preventiva sulla base di promesse, alle quali non crediamo più. Noi vogliamo avere la dimostrazione fattiva che alle parole seguano i fatti cioè proposte di legge e votazioni che vadano in questa direzione.

Detto questo noi la salutiamo e la aspettiamo alla prova del parlamento, l’unico luogo istituzionale che noi riconosciamo come luogo dove confrontarsi e legiferare.

 

Un discorso del genere avrebbe:

1)      Accontentato la parte più oltranzista del M5S

2)      Permesso di evidenziare tutte le proposte, per lo più ragionevoli e condivisibili dalla maggior parte dell’elettorato italiano, accontentando quindi la parte più dialogante del M5S e quindi di conseguenza i famosi dissidenti

3)      Evitato le accuse di antidemocraticità

Certo, ci sarebbe sempre stata l’accusa di non aver voluto sentire le proposte di Renzi ma avendo spiegato bene il perché.

E ultimo ma non ultimo sarebbe stata ottimale una bella votazione online nella quale chiedere: chi volete che vada all’incontro con Renzi, accompagnato da Grillo?
Da un sondaggio del genere molto probabilmente sarebbero emerse due figure come Di Maio e DI Battista che avrebbero potuto benissimo condurre il confronto con Renzi, con Grillo pronto in seconda battuta ad intervenire in caso di difficoltà o di furbate di Renzi, dimostrando così ai cittadini italiani che il M5S non è solo Grillo ma che ci sono eletti giovani, capaci e competenti.

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2 thoughts on “Il discorso perfetto che Grillo doveva fare a Renzi

  1. Grillo non ha sbagliato ,ha detto quello che i cittadini avrebbe detto ad un governo non eletto dal popolo Secondo me e stato fin troppo gentile con quelli che ha portato il paese in malora ,RENZIE fa parte del PD quel PD che ha votato tutte le leggi porcata insieme al Sultano di Arcore .

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