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Uno dei progetti di legge più discussi in questo primo anno del nuovo governo è stato quello relativo la modifica dell’ articolo 416-ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico mafioso.

E’ un progetto di legge che è scaturito dalla forte spinta di Riparte il Futuro (http://www.riparteilfuturo.it), insieme a Libera e il Gruppo Abele, che ha lanciato una petizione che ha raccolto quasi 500.000 firme nonchè il sostegno di molti parlamentari.
La petizione si intitola “Rafforziamo ora la legge sullo scambio elettorale politico-mafioso” e come primo atto chiede “che il Parlamento modifichi l’articolo 416 ter del Codice Penale che disciplina lo scambio elettorale politico-mafioso. È necessario cominciare da questa riforma per spezzare il patto deleterio che lega politico corrotto e mafioso corruttore, condizionando scelte strategiche della vita del Paese e vincolando la libertà  elettorale. Rendere efficace la legge significa anche prevenire la pratica diffusa del voto di scambio, che trasforma il voto del cittadino in una merce da barattare.” e “che il Parlamento si impegni a realizzare tale riforma entro i primi 100 giorni della legislatura”
Lo scambio elettorale politico-mafioso è un reato disciplinato dall’articolo 416 ter del codice penale italiano, introdotto nel 1992, e prevede una pena da 7 a 12 anni per chi ottiene la promessa dei voti dalla criminalità organizzata in cambio di una erogazione di denaro.
Scopo principale di questa iniziativa di Riparte il Futuro è riuscire a far inserire nel testo del 416-ter le parole “altra utilità“ così da poter punire lo scambio di voti e di favori tra politici e mafiosi non solo in cambio di un passaggio di denaro ma anche in cambio di qualsiasi altro tipo di favore.

Di seguito tutto l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione del progetto di legge.

Il primo testo di legge sul 416-ter è stato approvato alla camera il 16 luglio 2013. Qui il testo finale http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0004980.pdf

«ART. 416-ter. – (Scambio elettoralepolitico-mafioso). – Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate al primo comma».

Qui la votazione http://documenti.camera.it/votazioni/votazionitutte/schedaVotazione.asp?Legislatura=17&RifVotazione=54_13&tipo=dettaglio dove su 503 presenti hanno tutti e 503 votato favorevolmente

 

Poi il testo di legge è passato al senato dove il 28 gennaio 2014 ha subito delle modifiche. Qui il testo finale rettificato http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00737639.pdf dove si stabilisce che:

«ART. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). – Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità ovvero in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione è punito con la stessa pena stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma».

Qui la votazione http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/votazioni/176_10.htm dove su 240 presenti hanno votato a favore in 168

 

Il nuovo testo di legge modificato dal Senato è tornato alla camera dove è stato ancora una volta modificato il 3 aprile 2014. Qui il testo finale http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0015990.pdf

«ART. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). – Chiunque accetta con sapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate al primo comma »

Qui la votazione http://documenti.camera.it/votazioni/votazionitutte/schedaVotazione.asp?Legislatura=17&RifVotazione=204_45&tipo=dettaglio dove su 371 presenti in 310 hanno votato a favore.

Qui la votazione per gruppi parlamentari http://documenti.camera.it/votazioni/votazionitutte/schedaVotazione.asp?Legislatura=17&RifVotazione=204_45&tipo=gruppi

 

Per arrivare infine al 16 Aprile 2014 con l’approvazione deinitiva del testo di legge finale http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00760389.pdf

«Art. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). – Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante le modalità di cui al terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da quattro a dieci anni. La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma».

 

Ed ora veniamo al M5S.
Innanzitutto occorre ricordare che quasi la metà dei parlamentari del M5S avevano sottoscritto l’impegno di portare avanti in parlamento questa iniziativa subito dopo essere stati eletti.
Detto questo, come si può verificare dall’iter parlamentare, il M5S si è battuto fin dalla prima votazione alla camera nel cercare di modificare l’art. 416-ter inserendo nell’articolo le parole “altra utilità”, votando all’unanimità a favore della nuova versione dell’articolo.  Nuova versione che però conteneva anche la reclusione da quattro a dieci anni.

Dopodichè nel successivo passaggio il M5S al senato ha votato compatto a favore della nuova versione dell’articolo che prevedeva delle importanti variazioni. Infatti si parla non più di “altra utilità” ma di “qualunque altra utilità” e si prevede una pena pari a quella stabilita nel primo comma dell’articolo 416-bis (cioè da 7 a 12 anni). Versione che il M5S ha approvato insieme ai voti dei senatori del PD.

Infine con l’ultimo passaggio alla camera, chiamata a ratificare la nuova versione elaborata al senato, la versione è stata ulteriormente cambiata tornando alla versione iniziale con la definizione di “altra utilità” e con la pena prevista ridotta da quattro a dieci anni. E questa nuova versione è passata con l’accordo favorevole di PD e Forza Italia mentre il M5S ha votato contrario.

Il M5S a seguito della modifica effettuata alla camera, grazie all’accordo fra PD e Forza italia, ha dato vita ad una forte contestazione sia in parlamento che fuori accusando il PD di essersi piegato alle richieste di Forza Italia gridando allo scandalo per l’aver abbassato le pene previste.
E qui viene mossa la critica principale al M5S: “ma come, inizialmente avete votato per una pena prevista da 4 a 10 anni e poi sollevato un polverone per la scelta di confermare la pena prevista da 4 a 10 anni? Ma allora la vostra è solo protesta a fini di campagna elettorale. Siete i soliti che dite sempre NO a prescindere.”

Il M5S è stato protagonista alla camera e al senato di una forte azione di protesta accusando il PD di aver abbassato le pene previste andando incontro ad una precisa richiesta di Forza Italia a seguito dell’incontro fra Renzi e Berlusconi. I detrattori del M5S invece accusano i suoi parlamentari di aver cambiato linea d’azione rispetto alla scelta iniziale di aver appoggiato una proposta che prevedeva una pena da 4 a 10 anni solo con lo scopo di fare il bastian contrario rispetto a quello che decide il PD e quindi di fare propaganda politica.

Ora è indubbio che il M5S abbia inizialmente approvato una versione del 416-ter nella quale le pene previste erano da 4 a 10 anni e che poi abbia invece approvato una versione nella quale le pene previste erano da 7 a 12. Ma come detto dai parlamentari del M5S avevano deciso di utilizzare una strategia che prevedesse inizialmente di approvare alla camera la versione con le pene ridotte, in quanto comunque era una proposta migliorativa rispetto al 416-ter esistente e in quanto comunque alla camera lo spazio di azione era molto stretto in quanto il PD detiene la maggioranza assoluta e quindi può anche decidere da solo, ma che non erano assolutamente soddisfatti circa l’abbassamento delle pene previste e che si prefiggevano di migliorarlasotto questo aspetto al senato successivamente dove gli equilibri sono molto meno solidi e dove c’erano molti senatori del PD favorevoli a modificare la versione approvata alla camera.
( a tal proposito ecco la dichiarazione di voto finale alla Camera fatta dal deputato del M5S Micillo:
Il MoVimento 5 Stelle esprime il suo voto positivo alla proposta di modifica, pur restando salde le criticità sollevate in fase di discussione della proposta.
……. Tali interrogativi e dubbi riguardano, come appunto già ho detto nella mia precedente discussione, l’apposizione dell’inciso « consapevolmente » prima dell’esposizione della fattispecie delittuosa e la sostanziale depenalizzazione del reato.
Certo, avrei voluto vedere numeri diversi all’interno della nuova formulazione: non avrei voluto vedere quel 10 e, soprattutto, non avrei voluto quel 4.
…………… Pertanto, nonostante tutto questo, nonostante il nostro rammarico, ci sentiamo di votare positivamente in virtù del risultato raggiunto in Commissione giustizia, ed oggi in Assemblea. Sentiamo il dovere comunque di dover apprezzare e valutare in maniera del tutto positiva il fondamentale allargamento della fattispecie criminosa e pertanto l’aggiunta dell’inciso « altre utilità ». Trattasi di una conquista troppo grande per non essere abbracciata. Tutto ciò, tuttavia, non deve assolutamente essere interpretato come una propensione del Movimento 5 Stelle a scendere a patti con chi intende depenalizzare i reati come quello del caso di specie.http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/html/sed0054/stenografico.pdf )
Strategia che ha funzionato in quanto nella seduta al senato il M5S è riuscito a portare la pena prevista da 7 a 12 anni con, attenzione, l’appoggio del PD stesso.
E gia questo fa cadere l’accusa di aver cambiato la propria posizione verso l’entità della pena prevista a solo scopo demagogico e propagandistico e quindi di campagna elettorale in quanto era arrivato a modificare il 416-ter in accordo con il PD stesso e si riteneva pienamente soddisfatto della nuova versione votata per cui se il PD non avesse ricambiato l’articolo alla camera non avremmo mai assistito alla forte reazione successiva del M5S.

Inoltre, anche mettendo il caso che il M5S si sia inizialmente sbagliato a votare per una versione dell’articolo in cui le pene previste fossero inferiori per cui poi successivamente abbia deciso di chiederne un innalzamento, non si capisce la critica in quanto anche se fosse questo il motivo oppure il motivo fosse solo mossa puramente propagandistica, il M5S in questo caso non avrebbe modificato la proposta in senso peggiorativo pur di andare contro al PD ma anzi semmai in senso migliorativo alzando le pene.
Quindi che senso ha accusare una forza politica di aver cambiato opinione avendo modificato la legge in senso migliorativo?

 

Altra accusa che viene fatta la M5S è che la sua sarebbe l’unica opinione critica alla nuova versione del 416-ter in quanto tutti i magistrati, associazioni antimafia e esperti in materia sono invece favorevoli ed entusiasti della versione finale approvata a partire da Libera, dal magistrato Gratteri, da Cantone e da altri magistrati.
Accusa non corretta in quanto è vero che queste persone o associazioni precisano che l’aver introdotto nel 416-ter la definizione “altra utilità” è un passo positivo in avanti ma allo stesso tempo tutti indistintamente, a partire da Libera stessa, ammettono che aver ridotto la pena prevista è sbagliato e chiedono al governo di adoperarsi per rialzare la pena al più presto, dando quindi ragione al M5S e al fatto che la sua non è una protesta demagogica e isolata.

Qui di seguito alcune importanti dichiarazioni di autorevoli politici , persone, associazioni e magistrati rappresentanti della lotta alle mafie:

 

LIBERA, comunicato stampa finale
“L’errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L’auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena”
Qui il comunicato stampa completo http://www.riparteilfuturo.it/la-riforma-del-416ter-e-legge-una-buona-notizia-con-un-errore-da-correggere/

 

INGROIA, ex magistrato della Procura di Palermo
“Se è questa la lotta alla mafia promessa da Matteo Renzi siamo davvero lontani dalla meta. Il primo banco di prova era offerto dalla nuova versione del 416 ter, e sta miseramente per fallire. Il governo si è arreso supinamente al ricatto di Forza Italia e non ha mosso ciglio quando ieri, al Senato, senza modifiche, è stata riproposta la stessa formulazione uscita dalla Camera, migliore della norma in vigore, ma decisamente più attenuata rispetto a quella che lo stesso Senato aveva licenziato qualche mese fa……………………
Notizie positive giungevano, invece, dal successivo passaggio al Senato, che prevedeva, oltre all’aumento della pena da 7 a 12 anni, anche la sanzione per il politico che dava la “disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione” mafiosa. Ma il successivo ritorno alla Camera e l’opposizione di Forza Italia (ma com’è che quando l’opposizione si fa a favore della criminalità organizzata riesce sempre a portare a casa risultati?) hanno fatto tornare tutto al punto di partenza. La norma è stata di nuovo modificata, riportando la pena fra i 4 e i 10 anni ed è stata soppressa la frase sulla disponibilità a soddisfare gli interessi e le esigenze dell’associazione mafiosa. Col risultato che la riduzione della pena consente al politico di non andare in carcere ma di essere affidato ai servizi sociali se condannato con il minimo della pena, e così la “casta” si perdona preventivamente sanzionando il politico con una pena inferiore del “picciotto”………….
Peccato che Pd e tutte le altre forze politiche, M5S escluso, abbiano accettato il diktat del partito di Berlusconi. Insomma, il tentativo di depotenziare la norma è riuscito. La nuova versione, a parte l’immagine distorta che offre del politico condannato, produce effetti negativi sul piano dell’efficacia……………………
Insomma, a parte l’introduzione di “altre utilità”, non mi pare vi siano sostanziali miglioramenti. E la “ghigliottina” scattata al Senato è lo strumento più idoneo per soffocare il dibattito. Hai visto mai che chi si oppone al provvedimento possa spiegare ai cittadini la truffa che si sta ancora una volta perpetrando? Invece, per la tenuta delle larghissime intese, utile per le pessime riforme istituzionali in cantiere, si mantiene inefficace il 416 ter, come negli ultimi 22 anni. L’ennesima occasione mancata dal nostro ceto politico per farsi rispettare.
Qui l’articolo completo: http://tutticonmarcotravaglio.wordpress.com/2014/04/12/416-ter-voto-di-scambio-prova-impossibile-di-antonio-ingroia/

 

GRATTERI, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria
Il procuratore, applicato alla DDA di Reggio Calabria, profondo conoscitore del sistema mafioso (in particolare la ‘ndrangheta), si sarebbe aspettato “sanzioni più severe. L’indagato che finisce in carcere va a vedere subito il capo di imputazione. Se per il 416-ter si parla di una pena edittale di 8-10 anni, è molto bassa. Considerando la possibilità di essere giudicato con il rito abbreviato e la buona condotta, sarà fuori dopo 2-3 anni. Non è una linea che rende non conveniente delinquere”.
Il magistrato comunque non boccia in toto la riforma: “E’ importante la modifica, che ha reso più vicina la legge alla realtà applicativa: prima prevedeva il semplice scambio ‘voti per soldi’, che era una pura ipotesi di scuola. Ma comunque ci aspettavamo di più, quanto meno sulle pene”.

BORSELLINO E AGENDE ROSSE:
“Abbiamo accolto con entusiasmo le modifiche proposte da Riparte il Futuro e siamo d’accordo con loro sul fatto che è importante far entrare in vigore prima della prossima campagna elettorale per le elezioni europee e soprattutto amministrative il nuovo 416 ter, che inserisce finalmente, dopo una lunghissima attesa, le parole “altra utilità” nella definizione del voto di scambio politico-mafioso. Non capiamo perché bisogna fare un regalo ai politici collusi con la mafia e ai mafiosi che intendono aiutarli, abbassando la pena. Non capiamo perché rendere ancora più conveniente per lo Stato deviato trattare con la mafia
Qui un articolo con le considerazioni di Salvatore Borsellino http://www.articolotre.com/2014/04/416ter-niente-pene-per-il-politico-corruttibile-borsellino-ecco-cose-andato-a-fare-berlusconi-da-napolitano/
IMPOSIMATO, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione
“Oggi è stata una giornata buia per le istituzioni. La legge sul voto di scambio riducendo la pena da 4 a 10 anni , rispetto a quella prevista dalla proposta Giarrusso da 7 a 12 anni , porterà alla prescrizione di molti reati e alla mancata interdizione dei politici scambisti : inoltre è probabilmente incostituzionale: essa viola il principio della eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sancito dall’art 3 della Costituzione; non c’è proporzione tra pena e gravità del reato. Non si può condannare un cittadino normale alla stessa pena prevista per un politico che ricorre al voto di scambio elettorale”

EMILIANO, ex magistrato e sindaco di Bari eletto con il PD:
‘L’abbassamento della pena sul voto di scambio è un segnale orribile che non può essere scambiato con riforme di altra natura’
qui il video con le parole di Emiliano: https://www.youtube.com/watch?v=ccvN1meC2k0

 

RITA BORSELLINO, membro della Commissione antimafia europea:
“Un passo avanti perché dopo tanti anni di attesa, c’è finalmente una legge che riempie un vuoto normativo sul reato di voto di scambio politico-mafioso e due indietro perché purtroppo il governo delle larghe intese ha permesso di ‘alleggerire’ il testo su pressione del centrodestra, decidendo la cancellazione del principio di punibilità per il politico che con la sola promessa si mette a disposizione in cambio di voti, e depotenziando la norma per quel che riguarda le pene dai 4 ai 10 anni e non più dai 7 ai 12, come prevede il codice penale. Così facendo, temiamo che non si riuscirà a scongiurare affatto il pericolo di corruzione o corruttibilità per un politico in cerca di voti”
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10152716124702481&id=53205542480

 

ASSOCIAZIONE GEORGOFILI, ovvero l’associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili:
”Con il progetto di cambio del 416 ter assistiamo alla fine del contrasto alla mafia. Si cerca infatti di buttare alle ortiche quel contrasto alla mafia che si prefiggeva di abolire, attraverso punizioni esemplari, quei politici che avessero usufruito del voto di scambio con cosa nostra”. Lo scrive in una nota la presidente dell’associazione fra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, Giovanna Maggiani Chelli.
”Quel 416 ter che avrebbe dovuto garantire, in una nuova norma rivista e ricorretta, un carcere severo ma necessario per chi fa patti con la mafia, è messo in queste ore in forte discussione”, aggiunge ricordando che ”in queste ore a Palermo il pentito Stefano Loverso parla di legami della mafia con vari politici”. ”Ribadiamo ancora una volta – conclude – che chi si collude con la mafia per favorirla in Parlamento, per quello che ci riguarda deve avere pene simili a quelle dei mafiosi che le stragi del 1993 le hanno eseguite materialmente”.
http://www.si24.it/2014/04/10/la-denuncia-dellassociazione-georgofili-le-modifiche-al-416ter-segnano-la-fine-della-lotta-alla-mafia/47332/

PM NINO DI MATTEO:
“Rispetto a quanto da anni molti magistrati, io compreso, auspicavamo la riforma che è stata approvata rappresenta un’occasione perduta. Si sarebbe potuto e dovuto fare di meglio. Era molto più incisiva la prima versione uscita dal Senato (quella sostenuta dal M5S, ndr) che prevedeva una punibilità dell’accordo consapevole anche quando la parte politica si fosse limitata alla semplice promessa di una disponibilità futura. La diminuzione delle pene rispetto all’ipotesi originaria è un dato molto negativo, così com’è negativo che si verifichi una situazione per la quale lo scambio politico-elettorale e mafioso venga aprioristicamente considerato meno grave rispetto a qualsiasi altra condotta di appartenenza a Cosa Nostra. Oggi l’ottantenne affiliato a un’organizzazione mafiosa ma magari non più operativo e completamente ai margini dell’attività criminale può essere condannato alla pena giustamente rigorosa al 416 bis. Un politico che consapevolmente stringe accordi con il mafioso in vista della sua elezione viene condannato con pena molto più lieve. Questo è frutto di un gravissimo pregiudizio culturale che avverte la pericolosità della mafia soltanto nell’ala militare, nel picciotto, nell’affiliato puro e ritiene invece meno grave i fenomeni di collusione tra mafia e politica che dovrebbero invece essere aggrediti. […] Evidentemente ancora non tutti hanno percepito, o vogliono percepire, che per fare un vero salto di qualità nella lotta contro le organizzazioni mafiose bisogna fare di tutto per reciderne i rapporti con la politica e le istituzioni in genere. Per questo considero la riforma del 416 ter un’ulteriore occasione persa per fare quel salto di qualità.”
http://www.affaritaliani.it/cronache/stato-mafia-intervista-pm-di-matteo180414.html

Per finire l’assurdità di aver abbassato le pene è dimostrato dal seguente documento www.vilmamoronese.it/wp-content/uploads/2014/04/Rapporto_Politiche_Antimafia_2014.pdf.
Infatti in pochi sanno che il governo Letta nel 2013 istituì una commissione che aveva come compito “L’elaborazione di proposte per la lotta, anche patrimoniale, alla criminalità”, commissione nella quale erano presenti persone autorevoli come i magistrati Gratteri e Cantone. La commissione ha elaborato il documento suddetto nel quale al capitolo 6 viene trattato esclusivamente il 416ter in forma molto esaustiva e alla fine del capitolo in questione a pagina 120 si specifica chiaramente che ” la commissione propone un innalzamento delle pene previste“
http://www.vilmamoronese.it/wp-content/uploads/2014/04/il_documento_che_incastra_il_PD_sul_416ter_vilmamoronese_it.jpg

 

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: Agostino Cordova, il magistrato che fu a capo della procura di Palmi e dal cui lavoro prese il via la prima formulazione del 416 ter, torna sull’argomento 416 TER  parlando di rischio di “incostituzionalità della pena ridotta”
Ecco qui l’articolo con la sua intervista: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/05/30/voto-di-scambio-pena-ridotta-incostituzionale-parla-cordova/1007227/

 

 

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One thought on “Modifica art. 416-ter del codice penale e ruolo del M5S: la storia completa

  1. Si, ma da quanto capisco se non innalzi prima le pene del 412 bis non puoi innalzare quelle del ter, in quanto non possono corrispondere ma essere appunto “proporzionate”

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