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E’ capibile il senso di mal di stomaco, la rabbia, la delusione di molti talebani pentastellati di fronte a questo confronto con il PD sulla legge elettorale. E’ capibile anche perché per un talebano è difficile sopportare il fatto di doversi sedere ad un tavolo con un partito e mandar giu la boria renziana.
Però non sono giuste le seguenti tre critiche talebane:

1) “ Renzi, come abbiamo sempre detto, non è legittimato ad essere una controparte con cui confrontarsi“.

Questa affermazione è fortemente contestabile. Infatti è vero che le europee sono una cosa diversa dalle nazionali ma è anche vero che è stato proprio il M5S che in tutta la campagna elettorale ha dato una valenza nazionale alle ultime europee dicendo che in caso di successo Renzi doveva dimettersi. E purtroppo le europee non sono andate come speranza avrebbe voluto anzi, hanno legittimato moltissimo Renzi con un sonoro 41%.

2)”avevamo promesso che non saremmo mai andati a trattativa con i partiti

No, non è vero. La promessa era di non fare alleanze con i partiti ma che su singoli argomenti, proposte, leggi ci sarebbe stato un dialogo con tutti senza guardare al posizionamento politico.
Quindi come viene portato avanti un dialogo giornaliero nelle commissioni parlamentari con i partiti, allo stesso modo è legittimo ora dialogare con il PD sulla legge elettorale. Altrimenti non avrebbe dovuto essere accettato fin dall’inizio un dialogo nelle commissioni parlamentari.
Eventualmente la critica dovrebbe essere che era stato detto che non sarebbe stata mai portata avanti una trattativa con i partiti non trasparente e al di fuori delle sedi istituzionali previste, cioè il parlamento e le commissioni parlamentari. E su questa cosa è vero che abbiamo fatto un passo indietro ma è anche vero che con la diretta internet è assicurata la massima trasparenza e si rendono partecipi tutti i cittadini dell’andamento del confronto.

3) “con questo cambio di strategia ci stiamo svendendo al PD

E’ da ricordare che il M5S è vero che accettando un compromesso con il PD non riuscirà a realizzare al 100% la legge elettorale redatta in rete, ma è altrettanto vero che non ne realizzerebbe nemmeno la minima parte nel caso non accettasse un confronto con il PD visto che passerebbe l’Italicum in carrozza che non presenta niente del cosiddetto Democratellum.
Quindi si è detto: ok, rinunciamo al 100% della nostra proposta ma almeno vediamo di portare in quella che sarà la legge elettorale finale effettiva alcuni punti identitari da sempre del M5S come le preferenze, la non candidabilità dei condannati, l’impossibilità di candidarsi in più collegi.
E tutto questo in cambio di quale svendita? dei due seguenti punti: l’accettazione del ballottaggio al secondo turno, che comunque è gia utilizzato per i sindaci e grazie al quale il M5S ha vinto in alcune elezioni amministrative, e la rinuncia alla preferenza negativa, che tra l’altro non era nemmeno stata decisa con le votazioni in rete e che è comunque una specie di virtuosismo elettorale forse troppo ismo per gli italiani.

Da notare poi che comunque l’accettazione del ballottaggio al secondo turno è stato abilmente controbilanciato sia dalla possibilità di eliminare lo sbarramento per i partiti al primo turno, per cui tutti i piccoli partiti avrebbero la possibilità di entrare comunque in parlamento (e qui forse almeno uno sbarramento minimo del 2% sarebbe auspicabile) potendo avere un parlamento rappresentativo di tutti o quasi gli italiani (al contrario dell’Italicum che ha soglie spaventosamente alte), sia dalla possibilità di premiare il singolo partito e non la coalizione, che egoisticamente parlando per il M5S che è una forza politica che non fa alleanze sarebbe l’unico modo per poter sperare di andare al ballottaggio ed eventualmente vincerlo potendo così prendersi il famoso 51% e potendo governare anche da solo.

Quindi se passassero le preferenze, l’incandidabilità dei condannati, l’impossibilità di presentarsi in più collegi contemporaneamente, il netto abbattimento delle soglie di ingresso, chi potrebbe mai accusare il M5S di essersi svenduto al nemico?
Ci sarebbe anzi la vittoria per aver resuscitato almeno in parte (manca il vincolo dei 2 mandati e a tal proposito come mai non è stata posta anche questa questione al centro del confronto? ) la famosa legge di iniziativa popolare Parlamento Pulito per la quale il M5S aveva raccolto 350.000 firme poi finite in un cassetto.

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One thought on “Perchè i malumori dei talebani del M5S per il confronto con il PD sono sbagliati

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