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L’ascesa impetuosa del #M5S ha sorpreso inizialmente il sistema politico-finanziario-imprenditoriale italiano che,
avendola colpevolmente sottovalutata, si è salvato in corner con una vittoria risicata del #PD alle ultime elezioni nazionali. Sarebbe bastato un mese ancora di campagna elettorale e il M5S avrebbe vinto tranquillamente le elezioni andando al governo del paese.
Il sistema ha inizialmente faticato a reagire a questa novità politica. La prima contromossa è stata quella di aver cercato di inglobarlo subito al suo interno allettandolo con la proposta di una similalleanza con il PD, ma gli è andata male visto il netto rifiuto opposto.

La seconda contromossa è stata quella di murare l’avanzata del M5S trovando una figura politica che potesse unire centrodestra e centrosinistra creando così un imponente cartello politico ed ecco la scelta di Renzi. Scelta che ha funzionato benissimo il cui culmine si è potuto osservare nella campagna elettorale delle europee con Renzi e Berlusconi uniti nel demonizzare il M5S utilizzando al massimo tutti i mezzi di informazione a loro disposizione.

Ora la terza contromossa è quella di convincere gli italiani che oltre a Renzi c’è la catastrofe e che non esistono alternative possibili. Infatti sanno benissimo che Renzi non riuscirà a risolvere i problemi del paese e i primi mesi del suo governo lo hanno dimostrato. Quindi stiamo assistendo ad un attacco concentrico contro il M5S, a partire anche dall’europa, tale da frantumarlo al suo interno e renderlo non credibile agli occhi degli italiani come possibile alternativa di governo.

Come deve reagire il M5S per respingere questo attacco? Deve dimostrare che le accuse di non essere affidabili non sono vere. E come dimostrarlo con i fatti? Semplice, mettendo in luce l’ottimo lavoro che stanno facendo i sindaci del M5S su tutto il territorio.
A tal riguardo ci sono due esempi che in piccola parte possono essere utilizzati  per un confronto con la situazione nazionale caratterizzata da un debito pubblico sempre più pesante e in continua crescita tale da tarpare le ali a qualsiasi politica messa in atto per rilanciare il paese.

I due esempi sono Parma e Pomezia, due città che prima della vittoria del M5S alle ultime elezioni amministrative erano due città commissariate o quasi e soprattutto sull’orlo del fallimento causa ammontare elevato del debito accumulato negli anni dai propri amministratori.
Due città per le quali, vista la scarsa o nulla esperienza dei due sindaci pentastellati e dei loro consiglieri, in molti predestinavano il veloce fallimento cosa che invece non solo non è avvenuta ma addirittura si è assistito all’esatto contrario cioè al fatto incredibile di un debito ridotto e una uscita delle due città dal rischio di fallimento.
In particolare a Parma a metà mandato circa abbiamo assistito ad una riduzione del debito del 37% mentre a Pomezia dopo appena un anno di amministrazione pentastellata la città è uscita dallo stato di ente strutturalmente deficitario.

Quindi due giovani sindaci senza esperienza di amministrazione, usando solo il buon senso del buon padre di famiglia, tagliando sprechi e privilegi inutili e attuando politiche di contenimento del debito cercando di utilizzare al meglio le poche risorse a disposizione, sono riusciti ad ottenere quello che non solo i governanti del nostro paese non sono riusciti mai a fare ma che anche partiti di lunga esperienza non sono riusciti a fare a livello comunale.
L’esempio tipico è il caso di Viareggio, città che era commissariata con un alto debito, passata dal centrodestra al centrosinistra con fallimento della giunta rossa subentrante e ricommissariamento della città.
Oppure il caso di Alessandria, città fallita sotto il governo del centrodestra ed ereditata da un governo di centrosinistra che ha dovuto applicare tagli e sacrifici notevoli per rimettere in sesto la città che dopo 3 anni ancora non si può dire che sia uscita dalla crisi.

Il M5S deve quindi mettere in luce l’attività svolta dai suoi amministratori locali supportandoli al massimo, migliorando lo scambio di informazioni e competenze con i parlamentari nazionali e con i consiglieri regionali in modo da rompere il muro di silenzio e di presunta incompetenza e incapacità di governare che il sistema gli ha dipinto addosso.

parlamento italiano 5 stelle

 

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