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Le amministrative di Reggio Calabria, comune commissariato da due anni dopo che il consiglio comunale era stato sciolto per mafia, hanno colpito per un dato in particolare e cioè il risultato ottenuto dal M5S come lista che ha ottenuto solo l’ 1,86% dei voti totali. Un risultato che sulla carta è sorprendente per una forza politica che i sondaggi danno fra il 20 e il 21% a livello nazionale.
Ed un risultato che in molti hanno interpretato come la fine o l’inizio della fine di questo movimento politico che in modo sorprendente due anni fa aveva rischiato di vincere le elezioni nazionali.
Risultato che in molti hanno utilizzato per rafforzare la loro opinione che il M5S abbia perso la sua forza propulsiva confrontandolo con il voto di due anni fa alle nazionali pari al 22,44% e al voto di quest anno delle europee pari al 21,25%
Ed è chiaro che di fronte a tali numeri l’ 1,86% è un dato disastroso che giustamente preoccupa chi si impegna quotidianamente nel M5S e che fa gioire i rivali politici.
Ora predetto che l’esito delle votazioni a Reggio Calabria per il M5S è stato sicuramente molto deludente, occorre dire che prima di lanciarsi in sentenze e giudizi definitivi occorre fare delle considerazioni.

La prima considerazione è che comunque confrontare elezioni nazionali con elezioni regionali e con elezioni amministrative è sempre sbagliato, soprattutto per un movimento politico come il M5S che è sì molto conosciuto a livello nazionale grazie alla figura di Beppe Grillo ma che non è strutturato sul territorio come invece lo sono i partiti classici, essendo nato da poco, e che paga il fatto di presentarsi alle elezioni amministrative senza utilizzare come foglie di fico, come fanno i partiti, facce note che possano attirare facilmente molti voti .
La validità di tale considerazione è supportata da quanto è successo nel 2013 quando in Lombardia, Lazio e Molise si andò a votare negli stessi giorni sia per le elezioni nazionali che per le elezioni regionali, elezioni nelle quali il M5S ha preso percentuali di voto nettamente diverse. In Molise per esempio negli stessi giorni alle nazionali il M5S ha ottenuto il 27.7% mentre alle regionali il 12,18%, con una differenza incredibile di voto del 15%.
E se si fa un confronto con altre elezioni amministrative simili a quelle di Reggio Calabria, anche come vicinanza di territorio, scopriremmo che flop simili non è la prima volta che il M5S li riscontra. Infatti se andiamo a vedere per esempio le elezioni amministrative di Messina e di Catania, svoltesi pochi mesi dopo le entusiasmanti elezioni nazionali, scopriamo che il M5S ha raccolto rispettivamente come lista il 2,53% a Messina e il 4% a Catania a fronte di percentuali ottenute alle nazionali pochi mesi prima pari al 27,7% a Messina e al 31,9% a Catania.

REGGIO CALABRIA:
NAZIONALI FEBBRAIO 2013 – M5S 28,5%
AMMINISTRATIVE OTTOBRE 2014 – M5S 1,86%

MESSINA:
NAZIONALI FEBBRAIO 2013 – M5S 27,7%
AMMINISTRATIVE GIUGNO 2013 – M5S 2,53%

CATANIA:
NAZIONALI FEBBRAIO 2013 – M5S 31,9%
AMMINISTRATIVE GIUGNO 2013 – M5S 4%

 

La seconda valutazione da fare è capire se il flop elettorale sia dovuto anche ad eventuali responsabilità del gruppo del M5S locale che non è riuscito a rendersi credibile agli occhi dei propri cittadini.
Ebbene, leggendo questo articolo, http://linkis.com/nextquotidiano.it/2bNlM, emerge una situazione locale imbarazzante che avrebbe dovuto suggerire a Grillo che la cosa migliore da fare era di non dare la certificazione a nessuno dei gruppi locali come gia fu fatto per le regionali in Sardegna.
Infatti la situazione è stata caratterizzata da ben 3 Meetup locali contrapposti e in conflitto l’uno all’altro che si sono fatti la guerra e che dopo votazione sul portale nazionale del M5S hanno visto assegnare la certificazione solo ad uno di essi. Ma i problemi non sono finiti qui. Infatti il gruppo che era uscito vincente dalla votazione aveva espresso un candidato a sindaco che però poi è stato revocato in quanto nel frattempo era stato diffidato dall’uso del logo del M5S da Grillo stesso, per cui hanno dovuto optare per un altro candidato a sindaco che però è stato fortemente criticato in quanto si è scoperto che aveva fornito le sue competenze professionali a favore della giunta precedente. Il tutto condito dal fatto che i 4 parlamentari del M5S originari della Calabria si sono trovati in disaccordo su quale delle liste appoggiare entrando in contrasto fra di loro.
Di fronte ad una situazione del genere come ci si fa a meravigliare se molti cittadini invece che votare il M5S hanno preferito votare qualcun altro o hanno preferito astenersi?

La terza valutazione da fare è che chi dice che Grillo rappresenta solo un problema per il M5S e che una sua non presenza può solo che far bene al M5S, è smentita proprio dall’esito di queste elezioni amministrative. Infatti il M5S di Reggio ha sicuramente sofferto del fatto che non ci sia stata una campagna elettorale sostenuta dalla presenza fisica di Grillo in città con il suo solito comizio, per cui è mancata la capacità aggregante del fondatore del M5S e soprattutto la sua capacità di attirare attenzione sulla lista locale.

Quindi a seguito di tutte queste considerazioni dare per certo il crollo inesorabile del M5S sulla base del risultato elettorale di Reggio Calabria è molto probabilmente un’analisi troppo semplicistica e affrettata in quanto ci sono dinamiche locali che influenzano molto l’esito del voto.

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